dal sito www.gazzetta.it
13 febbraio 2025
CAPELLI ROSA, IL FUTURO MENO: IL MILAN DEVE PUNTARE ANCORA SU THEO?
Theo Hernández a Rotterdam ha inanellato l'ennesima prestazione negativa di una stagione fin qui quasi tutta da dimenticare e la sua testa rosa ha catalizzato l'attenzione. Non è la prima volta che Theo mette mano alla colorazione della sua chioma, è libero di scegliersi il look che preferisce, però sul web c'è una schiera che si chiede: era necessario questo look in occasione di una partita così delicata? La discussione verte sull'opportunità di fare determinate cose in un determinato momento. Il francese rischia di essere ricordato per le sue stravaganze estetiche più che per le faccende di campo. Appare intimidito. Privo di fiducia. Theo è sempre stato un combattente. È diventato l'uomo dei retropassaggi. Il giocatore abituato a guardare sempre avanti, a lanciarsi nel vuoto, il visionario che ha creato dal nulla gol clamorosi, è diventato un impiegato del pallone. Trasmette una sensazione costante di giocare col freno a mano tirato. Le statistiche di Feyenoord-Milan raccontano che il 36% dei suoi passaggi (15) sono stati effettuati all'indietro, a fronte del 24% in avanti (10) e del 40% laterali (17). Allargando all'intera stagione, abbiamo il 22% di retropassaggi, il 32% in avanti e il 46% laterali. Un po' meglio, ma la quota rivolta verso la propria porta resta consistente. Theo che manca in propulsione è un problema rilevante. A gennaio il Como ha tentato di portarlo in riva al lago, ricevendo un rifiuto da parte del giocatore. Il francese scadrà nel 2026 e le discussioni sul rinnovo sono in stallo perché il difensore vuole un ingaggio top (7 milioni) che il Milan non intende concedergli. E quindi, in mancanza di accordo entro l'estate, Hernández sarebbe destinato a cambiare aria, in modo da non perderlo a zero. Restano tre mesi e mezzo per mettere mano alla situazione. (Marco Pasotto)
"È difficile da capire. Non lo si capisce dall'inizio della stagione. Purtroppo continua a essere una squadra senza identità, senza idee su come interpretare la partita contro un avversario rapido e ben organizzato. Se scegli di giocare contro un avversario così con tre mezzepunte e una punta tu devi controllare la partita. Non avendo quasi mai la palla e aspettando per ripartire, gli altri cominciano a giocare e il Milan li mette completamente a loro agio. È andata anche bene che sia finito solo 1 a 0 del primo tempo. Nel secondo tempo c'è stata tanta voglia, ma è difficile dire qualcosa di più. Il migliore è stato Pavlovic, senza offesa eh, ma ha avuto lui più qualità e iniziativa. Questo non è possibile. Ogni volta che speri e sembra che il Milan ce la faccia ad avere continuità... bum! Una botta tremenda. Questa non è una botta tremenda perché c'è il ritorno in casa..." (Zvonimir Boban a Sky nel post partita)
FEYENOORD-MILAN 1-0, DOCCIA OLANDESE
Il buon Angelo Benedicto Sormani, indimenticato attaccante del grande Milan di Rocco, raccontando la sfida col Feyenoord del 1969, ebbe a confidare che lui e i suoi compagni non ci capirono nulla contro quegli indiavolati olandesi. In campo sembravano 22, si muovevano in maniera continua ed ossessiva e non davano punti di riferimento ai difensori milanisti. Nel primo tempo di stasera i ragazzi di Conceição hanno pensato bene di rivivere quel tipo di esperienza e sono apparsi alla mercé di questi ragazzotti brillanti, veloci di gamba e di pensiero, organizzatissimi sul terreno di gioco. Addirittura Maignan ha deciso di emulare il suo illustre predecessore Cudicini, facendosi trovare impreparato proprio nella stessa porta in cui Ragno Nero fu beffato da uno strano tiro-cross. Misteri del calcio. Quando ho visto il Feyenoord schierato a centrocampo prima dell'inizio, ho sinceramente pensato che ci fosse un notevole gap fisico a nostro favore. Se ne mettevi due uno sull'altro erano comunque più bassi di Pavlovic. Che speranze potevano avere contro i nostri granatieri? Invece nel primo tempo ci hanno fatto vedere i classici sorci verdi, evidenziando una rapidità di esecuzione ed una disposizione tattica eccellente predisposta da un allenatore (il gemello olandese di Giroud) che ha preparato la gara in soli due giorni. Certo il paperone di Maignan, tradito dall'erba bagnata, gli ha spalancato le porte del vantaggio, ma va onestamente osservato che lo hanno pienamente meritato e probabilmente, se ce ne avessero fatto altri, nulla si poteva eccepire. Il Milan è stato messo sotto sul piano del ritmo, dell'aggressività, delle verticalizzazioni e della velocità di circolazione della palla. Ma secondo me anche da un assetto tattico troppo ottimistico. Guardatevi l'azione del gol di Paixao. Nasce tutto da una potenziale occasione di Reijnders, in cui portiamo 6 uomini in area o comunque a ridosso della stessa. Poi becchiamo un contropiede fulminante direttamente dal rilancio del portiere senza opporre resistenza a metà campo. Avevo detto dopo Empoli che il Milan è una squadra dal potenziale offensivo straordinario, ma forse non era questa la partita in cui esporre sul bancone tutto il campionario di bocche da fuoco. Ne è dimostrazione il fatto che quasi mai abbiamo liberato i nostri uomini d'attacco al tiro, fatta eccezione per una cavalcata solitaria di un Leao a tratti irritante, che ha comunque trovato il modo di farsi rimontare dal difensore avversario. Gimenez si è visto pochissimo, anche perché obiettivamente non gli è arrivato un solo pallone decente. Joao Felix ha numeri da campione, ma vi è la percezione di una certa discontinuità e di un'intesa ancora latente con i suoi compagni di reparto. Nel mezzo, dove bisogna provvedere subito a rifornire Fofana di almeno una decina di bombole d'ossigeno, siamo andati sistematicamente in inferiorità e ciò ha determinato poi che dietro soffrissimo le pene dell'inferno. Anche ad un vecchio marpione come Walker è venuto il mal di testa nel tentativo di arginare le funamboliche evoluzioni del piccolo Paixao, mentre centralmente Thiaw e Pavlovic sono apparsi lenti nelle letture e pericolosamente distratti in un paio di circostanze. E noi? Il solito giro palla lento ed involuto, nel tentativo di trovare improbabili varchi, esponendosi poi ai rapidissimi capovolgimenti di fronte del Feyenoord, abile a chiamare fuori i nostri difensori per poi bruciarli in velocità. La ripresa ha fatto registrare miglioramenti, anche perché questi forsennati sono calati un pochino. Ma niente di che, intendiamoci. Faccio fatica a ricordare vere situazioni da gol, a parte un bel tiro appena alto del profeta in patria Reijnders ed una staffilata di Joao Felix neutralizzata dal portiere. Troppo poco. Nel finale abbiamo assistito alla mossa della disperazione che il buon Sergio ha tentato schierando due punte, Camarda e Abraham, e due esterni offensivi, Chuku e Joao. Purtroppo tutto ciò che ne è scaturito sono stati solo dei mischioni paurosi nella loro area, senza però mai trovare la porta. Paradossalmente la notizia migliore che arriva stasera da Rotterdam è il fatto di aver perso solo per 0-1. È un risultato ribaltabilissimo, ma a San Siro servirà ben altro Milan e soprattutto, visto l'andamento tattico di oggi, un assetto un tantino più sostanzioso in mezzo al campo. Insomma, non bisogna fare l'errore di andare allo sbaraglio per tentare subito la rimonta. Nel frattempo ricordiamoci che c'è un fatal Verona da battere. Dai Paesi Bassi, mitica terra degli olandesi volanti, è tutto. Linea allo studio. (by Corrado Izzo)
Sergio Conceiçao ha parlato a Prime Video al termine della sconfitta in Champions League contro il Feyenoord Sulla partita: "Siamo a metà. Abbiamo ancora 90 minuti da giocare. Sapevamo di questo ambiente difficile qua a Rotterdam, sono stati molto aggressivi, hanno vinto molti duelli. Quando è così diventa più difficile vincere una partita. Abbiamo avuto occasioni per pareggiare e non siamo stati efficaci a livello offensivo, non ne abbiamo approfittato. Anche un po' di sfortuna nel gol preso. Ci è mancata aggressività nei duelli, loro sono stati sempre più veloci e aggressivi. Sapevamo della loro forza sulle seconde palle, sono cose molto importanti: si vincono le partite". Continuerà con i 4 attaccanti? "Vedi questa partita. I giocatori devono vedere in cosa migliorare ma non c'è molto tempo per lavorare sul campo. Sabato abbiamo il Verona e poi martedì ci son 90 minuti da fare e delle cose da migliorare per vincere e passare il turno, andando agli ottavi di finale di Champions League che è il nostro obiettivo". Bisogna tenere alto il livello di motivazione? "A livello emotivo sono sempre molto motivato per dare il meglio di me stesso. Se non siamo motivati in una partita di Champions. Le qualità per me non sono solo tecniche, ci sono tante caratteristiche che i giocatori devono avere per essere di altissimo livello: costanza, continuità, voglia, atteggiamento. Con questo si vincono tante partite. A livello di gioco pure abbiamo bisogno di questa aggressività offensiva. Abbiamo avuto tante palle negli ultimi 30 metri che dovevamo finire in un altro modo. A livello emozionale e di motivazione quindi sicuramente dobbiamo essere sempre al top".
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