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18 febbraio 2025, Milan vs Feyenoord 1-1




dal sito www.milannews.it

VERSO MILAN-FEYENOORD: JOAO FELIX E SANTI DALL'INIZIO. PULISIC DALLA PANCHINA
Giornata importantissima quella di oggi per il Milan, che alle 18.45 affronta il Feyenoord nel match di ritorno dei play off di Champions League. Si riparte dall'1-0 dell'andata a favore degli olandesi: i rossoneri per passare hanno bisogno di una vittoria con due gol di scarto. San Siro, seppur non ci sarà il sold out delle grandi occasioni, dovrà essere necessariamente un fattore per la squadra, così come lo è stato il "de Kuip" all'andata per il Feyenoord.
Quella di ieri è stata una vigilia decisamente insolita, visto che Sergio Conceiçao in mattinata è stato in Portogallo per motivi personali. Il tecnico rossonero è però tornato in perfetto orario per dirigere l'allenamento andato in scena ieri pomeriggio a Milanello. Dopo aver schierato gli ormai famosi quattro attaccanti nel match d'andata, senza trovare i risultati sperati, le scelte per oggi saranno differenti. Nel 4-4-2 non partirà dall'inizio Christian Pulisic, non al meglio fisicamente e recuperato in extremis già per la sfida di sabato contro il Verona. Al suo posto, largo a destra, ci sarà Yunus Musah: il numero 80 servirà a dare equilibrio, visto che i rossoneri schiereranno contemporaneamente Gimenez, Joao Felix e Leao dall'inizio. Il resto della squadra è quasi obbligato. Fofana e Reijnders a centrocampo, Walker e Theo sugli esterni e in difesa si dovrebbe tornare alla coppia Tomori e Pavlovic. Non dovrebbe recuperare Loftus-Cheek, con l'inglese che anche ieri non ha lavorato in gruppo.

LA PROBABILE FORMAZIONE
16 Maignan
32 Walker 23 Tomori 31 Pavlovic 19 Theo Hernandez
80 Musah 29 Fofana 14 Reijnders 10 Leao
7 Gimenez 79 Joao Felix
All. Sergio Conceiçao
A disp.: Sportiello, Torriani, Gabbia, Thiaw, Bartesaghi, Terracciano, Pulisic, Chukwueze, Abraham, Camarda
Diffidati: Fofana, Chukwueze, Theo Hernandez
Infortunati: Loftus-Cheek
Fuori lista: Jimenez, Bondo, Sottil, Jovic





Fonti immagini pre-partita: AC Milan - App Ufficiale, Gazzetta.it, Sport Mediaset, DAZN, Milannews.it,
Spazio Milan, Milan Press, Calciomercato.com, Milanismo, Pianeta Milan, aimc.eu
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Murales dei tifosi del Feyenoord a Milano alla vigilia del match di Champions: immediata la reazione dei supporters rossoneri
(da Gazzetta.it e Spazio Milan del 18 febbraio 2025)
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VIDEO della partita
(da AC Milan - App Ufficiale)



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VIDEO
La rissa finale in campo post partita




Fonti immagini post-partita: AC Milan - App Ufficiale, Gazzetta.it, Sport Mediaset, DAZN, Milannews.it,
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(I giornali del 19 febbraio 2025)




dal sito www.gazzetta.it

THEO LA COMBINA GROSSA: IL MILAN RESTA IN 10 E IL FEYENOORD LO SBATTE FUORI DALLA CHAMPIONS
Non basta il gol di Gimenez dopo 37". Hernandez, espulso al 6' del secondo tempo, lascia un ottimo Milan in 10. Gli olandesi segnano di testa e, con il gol dell'andata, vanno agli ottavi dove troveranno Inter o Arsenal. Delusione enorme per Conceiçao
La notte del giudizio è nera, senza le stelle di una Champions che si perde nel buio di San Siro e che – di questo passo – potrebbe tornare soltanto nel 2026. Notte scura, giudizio spietato e inappellabile: il Milan saluta l’Europa più ricca e luminosa e le dà l’arrivederci a data da destinarsi. Se succede questo, però, non è per merito degli avversari, ma per un evidente autolesionismo. Iniziato a Zagabria, dove sono sfumati gli ottavi diretti ed è sopraggiunto lo sgradevole sovraccarico dei playoff. Proseguito a Rotterdam, con una prestazione non degna di un doppio confronto a eliminazione diretta. E completato a San Siro grazie a una follia di Hernandez, che dopo cinquanta minuti di gioco ha lasciato i compagni in dieci. Questo pareggio che condanna il Diavolo arriva nel segno del numero 19 rossonero – due ammonizioni folli - e dei suoi capelli rosa shocking. Per poter pronunciare ancora la parola Champions nel 2025 non resta che proseguire la salita in campionato: la pendenza non è banale.
LE SCELTE — Conceiçao dunque ci ha riprovato: dentro tutti i Fab Four come a Rotterdam, compreso Pulisic che pareva destinato alla panchina. E sorpresa in mediana: accanto a Reijnders si è piazzato Musah e non Fofana. In difesa Thiaw preferito a Tomori. Ma ha stupito anche Bosschaart: al centro dell’attacco, privo dell’infortunato Ueda, non ci è andato Carranza ma Redmond, 18enne classe 2006 al debutto in Champions e con sole tre presenze in prima squadra. Alla sua sinistra Paixao, passato in sei giorni da mvp a spettatore non pagante. Il Milan aveva una sola opzione per rimettersi in linea di galleggiamento: buttarsi verso la porta di Wellenreuther e cercare di indirizzare la sfida il prima possibile. Un piano gara obbligato e allo stesso tempo complicato per una squadra che ama regalare con generosità i primi tempi agli avversari. Stavolta l’obiettivo è stato raggiunto al di là di ogni più rosea previsione: cross sul secondo palo di Pulisic per la torre di Thiaw, che l’ha sistemata sulla testa di Gimenez, bravo e scaltro a prendere il tempo a Beelen. Il cronometro segnava 37 secondi di gioco e mentre Santi festeggiava chiedendo scusa ai suoi vecchi tifosi – gol nella porta sotto il settore ospiti – il Milan e San Siro speravano che nell’aria, finalmente, ci fosse qualcosa di diverso.
PRESSIONE — Il gol all’alba del match infatti non ha generato effetto sazietà, anzi ha aperto lo stomaco al Diavolo che si è installato nella metà campo olandese grazie a una pressione arcigna e ben eseguita. Viene da chiedersi se ci volesse tanto per riuscirci, ma nel Milan di quest’anno restano domande senza una risposta chiara. Un gol preso in questo modo, è chiaro, per il Feyenoord è stato una randellata dolorosissima. Un cazzotto alla bocca dello stomaco che ha tolto certezze e fiato ai ragazzi di Rotterdam, anche perché il Milan, soprattutto nella prima mezzora, ha concesso praticamente nulla. Giusto un paio di percussioni sulla destra, non banali ma smarrite al momento dell’ultimo passaggio. Feyenoord non pervenuto sulla corsia mancina, dove al De Kuip Paixao aveva fatto impazzire il Diavolo. Stavolta il brasiliano ha giocato più accentrato, per supportare il baby Redmond, e si è smarrito fra le maglie rossonere, irriconoscibile. Milan efficace in pressione, dicevamo, e nei raddoppi. Musah ha dato una mano robusta a Walker e anche a Thiaw su Paixao, Joao Felix è arretrato regolarmente per intralciare la costruzione olandese.
TRATTENUTA — Lo stacco netto dal primo round di Rotterdam è stato chiaro anche nella produzione della fase offensiva, e questo aumenta ulteriormente la rabbia. Il Milan è riuscito a entrare in area e a costruirsi potenziali occasioni da gol in diverse circostanze, molte delle quali passate dai piedi di Leao, al limite dell’immarcabile per il povero Read. Un Milan pericoloso insomma, capace di usare tecnica e qualità. Ci ha provato Joao Felix, alto di poco dopo un controllo volante extralusso (18’), poi Hernandez ha preso il palo esterno (23’), mentre Leao è stato murato dal portiere (43’). Attenzione però al minuto numero 44: Theo prende per la maglia Moussa, solo che la trattenuta dura diversi secondi ed è fatta con rabbia. Impossibile per Marciniak non mostrargli il giallo, assolutamente evitabile. Il Milan inizia con intensità anche la ripresa, fino a quando Hernandez mette la ciliegina su una stagione di desolante pochezza: Leao lo lancia in area e il francese invece di inseguire il pallone decide di schiantarsi sul prato senza che Read lo sfiori. Marciniak, arbitro d’esperienza, non abbocca e gli mostra il secondo giallo.
LA MOSSA — Le speranze di qualificazione rossonere fondamentalmente si incagliano qui perché sono passati solo sei minuti del secondo tempo e all’appello per il Diavolo mancherebbe ancora un gol. O quanto meno, occorrerebbe difendere il vantaggio. Una salita troppo ripida. La partita ovviamente cambia subito inerzia e la palla diventa olandese. Al 63’ Conceiçao toglie Pulisic per Bartesaghi, sette minuti dopo Gimenez per Fofana. Nel frattempo Bosschaart inserisce Carranza, che diventa la mossa vincente: cross di Bueno per la testa dell’argentino, a segno di testa tra Pavlovic e Bartesaghi. Non è ancora una partita chiusa in realtà, perché il Milan ci prova fino alla fine ma lo scorrere del cronometro annebbia i pensieri e appesantisce le gambe, dai piedi escono soluzioni improbabili e una sequenza infinita di errori negli appoggi. Dopo il fischio finale, si accende una rissa che coinvolge più o meno tutti: un triste epilogo per una tristissima partita che avrebbe dovuto finire diversamente.
Marco Pasotto


dal sito www.milannews.it

LE PAGELLE - THEO DA 3. CONCEIÇAO SBAGLIA TUTTI I CAMBI. JOAO FELIX INDECOROSO
MAIGNAN 6: partita serena se non fosse per il gol che prende, sul quale non può fare nulla.
WALKER 6: ordinato, non deve spingere più di tanto perché le consegne tattiche sono chiare. Deve alzare il baricentro nello scarno assalto finale.
THIAW 6.5: è il regista arretrato della squadra e il Feyenoord gli concede sempre la prima impostazione. Lui non si fa pregare e ora sventaglia e ora imbuca. Suo l’assist per il gol di Gimenez.
PAVLOVIC 6: mezzo voto in meno di Thiaw solo per il posizionamento non perfetto sul gol di Feyenoord. Si dimostra perno della difesa con tanti anticipi e letture di spessore.
THEO HERNANDEZ 3: al posto di mettere storie con canzoni dal contenuto rivedibile, sia nel testo sia nel titolo, pensasse a cambiare la testa, l’approccio e la lettura delle partite. Prende due gialli da taglio dello stipendio, lasciando la squadra in 10 contro 11 con una simulazione che non è accettabile. Si faccia un esame di coscienza approfondito e chieda scusa. Nel primo tempo, inoltre, si mangia il gol del potenziale 2-0 a pochi metri dalla porta di Wellenreuther.
MUSAH 5.5: quando vuole fare più del suo, sbaglia. Conceiçao lo sposta in diversi ruoli per emergenza, ma essere polivalente non sempre è un bene. (dall’83’ CHUKWUEZE SV)
REIJNDERS 5.5: parte bene, con un primo tempo positivo e una bella diagonale difensiva. Nel secondo tempo, specie dopo il rosso a Theo, patisce la risalita del Feyenoord. (dall’83’ ABRAHAM SV)
PULISIC 5.5: prova a fare qualcosina nel primo tempo, ma si vede che non è al top. (dal 62’ BARTESAGHI 5: preso in mezzo sul gol del Feyenoord. Basta quello che inquadrare la sua partita).
JOAO FELIX 4.5: troppo lezioso, troppi cotillon e troppa poca concretezza, anche nei momenti delicati. Anche lui, nel primo tempo, ha una bella chance per il raddoppio, ma non becca la porta. Secondo tempo indecente e viene una domanda: deve giocare per forza?
LEAO 6: dà la sensazione di essere in grande serata e regala strappi e numeri. Un’occasione fallita anche per lui nel primo tempo. Nel secondo si trova orfano per gran parte della frazione per i cambi senza senso di Conceiçao.
GIMENEZ 6.5: non tradisce e sblocca la partita dopo 45 secondi, deviando nella porta del Feyenoord la torre di Thiaw. Si sbatte tantissimo e detta diverse volte il passaggio ai compagni. È vittima dell’espulsione di Theo, perché la squadra non produce più come nel primo tempo e Conceiçao lo sceglie per far posto a Fofana. (dal 71’ FOFANA 6: il suo ingresso è tardivo, perché Conceiçao doveva metterlo subito dopo l’espulsione di Theo. Fa quello che può).
All. CONCEICAO 4: è vero che Theo Hernandez gli rovina il piano partita, ma sbaglia tutti i cambi. Togliere Gimenez quando devi comunque segnare un altro gol è un atto scellerato, specie se il campo c’è un Joao Felix che pascola e combina danni. Il voto è una sommatoria di Zagabria e la gara d’andata, perché il Milan è passato da essere tra le prime otto agli spareggi dove è stato eliminato dalle riserve del Feyenoord.



“E’ un fallimento. La partita ha dimostrato che siamo più forti dell’avversario, ma gli episodi hanno fatto la differenza. Si può dire che l’arbitro è stato duro, ma noi dobbiamo essere più forti a livello emozionale. Sono io il responsabile. Sono arrivato da un mese in mezzo lavorando poco. Al momento l’unico trofeo che dovevamo vincere lo abbiamo vinto. Da quando sono arrivato io abbiamo fatto 14 pt e il Napoli 15. L’ambiente non è dei migliori” (Sergio Conceição)

"La squadra del Milan dello scudetto di tre anni fa è stata praticamente smantellata, Zlatan. Secondo te troppo? Secondo me sì. Quasi tutti sono andati via, non ce n'è neanche uno. Abbiamo vinto lo scudetto" "Vabbe', ma io ho smesso, ho 42 anni. Se avessi potuto continuare a giocare avrei continuato. Conosco bene la squadra dello scudetto e posso dire che la squadra di oggi ha più possibilità di vincere di quella che avevo io. Questa è il doppio più forte" "Ma quella ha vinto, Zlatan" "Sì, ha vinto, Ma tu mi hai chiesto le differenze tra le due. Quella squadra ha vinto, ma questa come qualità è migliore" "Comunque niente. In bocca al lupo, Ibra" "Grazie" (Rientro in studio). Boban: "Pensare che ma squadra attuale sia due volte più forte di quella ... Magari idealmente... ma neanche, in una squadra ci vuole equilibrio" Capello: "No, non esiste il paragone. La squadra dello scudetto aveva un centrocampo che dominava, per qualità e quantità... 4-4-2" Boban: "Bennacer e Kessié a centrocampo, centrocampo straordinario, ragazzi, cioè...ma poi c'erano un Theo e un Leao diversi, perché c'era un equilibrio totale, con Saelemaekers e tre centrocampisti che equilibravano. Un'atmosfera diversa... Smantellarla così... Poi è logico che ci vuole tempo e lui sta anche migliorando come dirigente, però lui la conosceva quella squadra. Per questo trovo almeno curioso... La squadra dello scudetto aveva bisogno di un vero centravanti un po' più fresco tenendo Giroud in panchina e di un terzino destro. Sarebbe bastata la squadra dello scudetto più Gimenez e Walker, senza tutti questi giocatori presi e altri mandati via. Quella squadra non credendo di essere un gruppo di giocatori da Milan è arrivata a vincere lo scudetto e poi è arrivata in semifinale di Champions, eliminando il Napoli che ha stravinto il campionato"



dal sito www.gazzetta.it

THEO IL GRANDE COLPEVOLE DELL’ELIMINAZIONE DEL MILAN
L’ex rossonero, ospite nello studio di Sky, non ci è andato leggero con Theo Hernández criticandolo pesantemente per l’espulsione che ha cambiato la gara. Per Zlatan Ibrahimovic invece la decisione dell’arbitro è stata troppo severa: Marchiniak avrebbe dovuto avvertire Theo. “L'arbitro è stato duro sul secondo giallo per Theo. In una partita così almeno lo dai un avvertimento in vista della prossima situazione. - ha affermato - Theo non è uno che in campo fa l’attore”.

THEO, IL DOPPIO GIALLO LO ALLONTANA DAL MILAN: ORA LA MULTA, IN ESTATE LA CESSIONE
In fondo, è tutta una questione di milioni. Ci sono quelli che chiede il giocatore per rinnovare e quelli che perde il Milan uscendo dalla Champions. A causa proprio di quel giocatore. Ecco, la seconda esclude la prima. Perché raramente come questa volta un obiettivo che sfuma ha un colpevole così evidente. Theo Hernández fa calare il sipario sul Milan di Champions, in attesa che fra qualche mese il Milan faccia calare il sipario su di lui. Intanto il club ha già preso la prima decisione: il francese verrà multato. Certo, si vince e si perde tutti insieme eccetera eccetera. Ma qui, ripercorrendo le due ammonizioni, siamo ai confini della realtà. Al minuto numero 44 del primo tempo Theo prende Moussa per la maglia. Il francese non solo commette un fallo che sa perfettamente essere sanzionabile, ma prosegue a lungo con una trattenuta che diventa sempre più rabbiosa. Incomprensibile. Sarebbe un’assurdità già così, perché Theo era diffidato. Ma questo è solo il prologo, perché l’epilogo è letteralmente folle: al 6' del secondo tempo, il 19 dai capelli rosa shocking viene lanciato in area da Leão e invece di rincorrere il pallone si lascia svenire sul prato senza che Read lo sfiori. Marciniak lo becca all’istante. Secondo giallo e adieu Theo. Alto tradimento da parte di un giocatore che una volta era il biglietto da visita più prezioso del Milan. La sua avventura in rossonero sta finendo nel modo più triste e meno preventivabile. A gennaio il Como ha tentato il colpo da mille e una notte, offrendo al Milan oltre 40 milioni per il francese. Theo ha risposto no, ma il Milan quel no pare proprio che non l’abbia detto. Un addio soltanto rimandato, sul quale la follia di questa partita ha eliminato ogni parvenza di dubbio. Il rinnovo è in stallo ormai da parecchie settimane: Theo chiede uno stipendio come Leao (approdo finale, con i bonus, a circa 7 milioni). L’aumento non arriverà, e nemmeno il rinnovo. In estate Theo e il Diavolo si saluteranno per forza di cose. (Marco Pasotto)

COSA É SUCCESSO A MILANELLO
Il day after dell’eliminazione del Milan dalla Champions League ha visto la presenza a Milanello della dirigenza milanista, che ha tenuto a rapporto squadra e allenatore poco dopo la fine dell’allenamento odierno. Peppe Di Stefano, collegato con Sky Sport 24, ha svelato quanto accaduto dentro il centro sportivo rossonero, dove si respirava un’aria di grande delusione e frustrazione per il risultato ottenuto contro il Feyenoord. Le scuse di Theo A prendere la parola davanti a tutti è stato Theo Hernandez, che ha chiesto scusa a tutti per la sua espulsione, che ha compromesso la prestazione della squadra e che, di fatto, ha deciso la qualificazione a favore degli olandesi. Theo ha poi chiesto scusa pubblicamente a tutti i tifosi del Milan con un post sul suo profilo Instagram. La rabbia di Ibra Poi ha parlato Zlatan Ibrahimovic, che sempre nel chiuso dello spogliatoio, ha parlato con squadra e allenatore. Lo svedese era ancora molto deluso e provato, il danno d’immagine causato dall’eliminazione è stato molto grande, così come quello economico, con 11 milioni di premi che sono venuti meno dalle casse rossonere. Ieri, nel post partita, Ibra ha difeso la squadra a livello pubblico, ma oggi è emersa la rabbia nei confronti dei calciatori che tra Zagabria e il doppio confronto con il Feyenoord hanno compromesso il cammino europeo, tenendo conto che alla penultima giornata, il Milan era addirittura nelle prime otto. I toni sono stati duri e ha preteso una reazione, una scossa. Poche parole, non un discorso lungo, ma molto significative.