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2 marzo 2025, Milan vs Lazio 1-2




dal sito www.milannews.it

PROBABILE FORMAZIONE MILAN-LAZIO: OCCHIO A PULISIC. JOAO FELIX IN PANCHINA?-
Vigilia di Milan-Lazio, domani sera a San Siro arrivano i biancocelesti di Baroni ed è letteralmente l'ultima chiamata per una difficilissima rincorsa Champions: non vincere contro la Lazio vorrebbe dire al 99% abbandonare ogni velleità su un piazzamento tra i primi quattro posti. L'ambiente è insofferente, come dimostra la protesta incalzante del tifo organizzato che ieri ha toccato Casa Milan e Milanello: in un clima del genere come reagirà la squadra? Conceiçao, che domattina farà la rifinitura a Milanello e sarà lì che scioglierà i dubbi di formazione, ha assicurato che l'angoscia dei tifosi quando si perde è anche la sua angoscia. Questa sera la squadra non andrà in ritiro, l'appuntamento è per domattina al centro sportivo rossonero.
Oggi nessuna prova di formazione, visto che sono scesi in campo solo i calciatori che non hanno giocato giovedì contro il Bologna. Si può quindi ipotizzare l'undici che verrà schierato domenica sera sarà molto simile a quello che era stato scelto inizialmente per affrontare la squadra di Italiano, prima che un'incertezza fisica di Pulisic obbligasse Conceiçao a cambiare i piani. In attesa delle prove decisive di domani si può pensare ad un Milan con Maignan in porta, Jimenez e Theo sui lati e due posti per tre giocatori: Tomori, Pavlovic e Thiaw. A centrocampo Musah e Fofana per dare equilibrio, Pulisic (anche se nelle ultime partite non è stato al 100% atleticamente e fisicamente), Reijnders e Leao sulla trequarti alle spalle di Santi Gimenez.

LA PROBABILE FORMAZIONE DI MILAN-LAZIO
MILAN (4-2-3-1)
16 Maignan
20 Jimenez 28 Thiaw 31 Pavlovic 19 Theo
80 Musah 29 Fofana
11 Pulisic 14 Reijnders 10 Leao
7 Gimenez
All. Sergio Conceiçao
A disp.: Sportiello, Torriani, Tomori, Gabbia, Terracciano, Bartesaghi, Bondo, Sottil, Chukwueze, Joao Felix, Abraham, Jovic, Camarda
Diffidati: Musah
Ballottaggi: Pulisic/Joao Felix, Thiaw/Tomori
Indisponibili: Loftus-Cheek, Walker, Florenzi, Emerson Royal




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(I giornali del 2 marzo 2025)




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QUANDO CONCEIÇÃO ERA ALLA LAZIO E NEL 1999 DICEVA: "IL MILAN MI È ANTIPATICO"
Milan-Lazio per Sergio Conceição è una macchina del tempo. Questo incrocio arriva nel momento peggiore dei suoi due mesi milanisti e anche in passato "Milan contro Lazio" gli ha dato brutti ricordi. Conceição da laziale segnò all'Inter, non al Milan: nel suo primo campionato di Serie A, tre gol su cinque all'Inter. A fine stagione Sergio perse il duello-scudetto con il Milan al punto che il 25 luglio 1999, dichiarò: "In Italia c'è una squadra che mi sta antipatica, il Milan. Noi avevamo dimostrato di essere i più forti e loro ci hanno soffiato lo scudetto. Questa rabbia servirà per vincere il prossimo campionato". La Lazio, dieci mesi dopo, diventò campione. La vita ti fa cambiare prospettiva e ora Sergio è seduto sull'altra panchina. Il Conceição laziale era già un uomo formato, aveva gli stessi principi ma una vita più semplice. Il rapporto con il suo allenatore, Sven-Göran Eriksson, era ottimo e gli equilibri di quella squadra funzionavano: tante personalità forti e un allenatore che non si arrabbiava mai. Conceição si è guadagnato il Milan eliminando la Lazio di Maurizio Sarri dall'Europa League 2021-22: negli scontri diretti con le italiane ha sempre vinto lui, tranne quella volta contro l'Inter nel 2023. (Luca Bianchin - Gazzetta.it)




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IL MILAN ACCELERA PER IL NUOVO DS: I TRE CANDIDATI ROSSONERI
Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic sono al lavoro per scegliere il nuovo direttore sportivo del Milan e hanno tutta l'aria di voler decidere in fretta. Nelle ultime settimane hanno incontrato almeno tre candidati. Andrea Berta, bresciano, 53 anni, dal 2013 a gennaio 2025 all'Atletico Madrid. Fabio Paratici, 52 anni, nove scudetti alla Juventus, prima con Marotta poi da dirigente di riferimento. Igli Tare, 51 anni, dal 2009 al 2023 direttore sportivo della Lazio. Il casting è interessante e con parecchie variabili. Berta ha parlato (e non poco) anche con l'Arsenal. Il Milan, in questo caso, è spettatore. E allora, chi è il favorito per diventare l'uomo scelto da Cardinale e Ibrahimovic? Igli Tare, considerato una soluzione di garanzia con quasi 15 anni da direttore sportivo della Lazio, ha ottime carte. Fabio Paratici segue, è un candidato di alto livello e, curiosità, con il Milan ha già parlato anni fa, all'inizio dell'era-Elliott. L'esperienza alla Juventus è stata un caso unico per successi e si è chiusa (male) nel 2021. Paratici a gennaio 2023 è stato inibito per trenta mesi al termine dell'inchiesta per le plusvalenze Juventus: potrà tornare a operare al 100% dal 20 luglio ma, come deciso in appello ad aprile 2023, può comunque lavorare con mansioni ridotte per un club. Non sarebbe un problema. Colpisce l'iniziativa diretta di Cardinale e Ibrahimovic, mai così attivi in prima persona per scelte legate al mercato. Sono stati loro a incontrare Tare, Paratici e Berta, mentre le trattative di mercato, negli ultimi anni, sono state condotte quasi sempre da Giorgio Furlani, che resta però l'amministratore delegato e il dirigente con potere di firma: in questo caso, dovrebbe ratificare una decisione presa da altri. Se e come si possa comporre questa situazione, è da chiarire. (Luca Bianchin - Gazzetta.it)




Fonti immagini pre-partita: AC Milan - App Ufficiale, Gazzetta.it, Sport Mediaset, DAZN, Milannews.it,
Spazio Milan, Milan Press, Calciomercato.com, Milanismo, Pianeta Milan, aimc.eu
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1° marzo 2025 - COMUNICATO CURVA SUD
Siamo solo ai primi di Marzo e la nostra stagione è già ai titoli di coda, o quasi. Restano solo due derby in coppa Italia per farvi riconquistare un briciolo di dignità o per certificare definitivamente il VOSTRO totale fallimento. La scorsa estate avete proseguito la catena di errori commessi in quella precedente, esaltando scelte che erano palesemente inadeguate (e vi era stato fatto presente più volte), ignorando le esigenze di una piazza che aveva bisogno di tutt'altro. Alla fine di gennaio avete cercato di porre rimedio ai VOSTRI sbagli, spendendo tutto quello che potevate e dovevate spendere a luglio, rinnegando cosi quasi tutte le scelte estive, ma l'assenza di un qualsiasi tipo di programmazione e l'aria irrespirabile che avete creato attorno al Milan, hanno castrato sul nascere qualsiasi tipo di reazione di un ambiente ormai allo sbando. Sono evidenti ed ingiustificabili le colpe di una Proprietà totalmente invisibile (Cardinale non pervenuto a Milano da settembre), che ha scelto di eliminare una figura chiave come quella del direttore sportivo, fondamentale per costruire una squadra all'altezza e garantire una presenza costante e costruttiva a Milanello, affidando invece l'immagine del Milan a collaboratori che si sono contraddistinti unicamente per travestimenti o interviste che vanno oltre il ridicolo. Tutto ciò non può essere una giustificazione per gli altri attori protagonisti di questo scempio: L'allenatore, che rispetto a quello precedente, non ha cambiato di una virgola l'atteggiamento in campo della squadra, accentuando addirittura le divisioni interne, con i risultati e il non gioco che tutti conosciamo. I giocatori, sempre sostenuti in maniera incessante fino a giovedi, sono stati protagonisti di partite indecenti come a Zagabria, Rotterdam, Bologna e molte altre, raddrizzate solo nel finale grazie ad episodi, altrimenti oggi parleremmo di un bilancio ancora più pesante. Molti di loro, per prestazioni ed atteggiamenti hanno dimostrato di non essere degni di indossare la nostra maglia, nel silenzio più assoluto di una dirigenza compiacente e colpevolmente assente. DOMENICA INIZIEREMO A LASCIARVI DA SOLI ENTRANDO SUGLI SPALTI SOLO AL 15º MINUTO, AUGURANDOCI CHE IL RESTO DELLO STADIO FACCIA ALTRETTANTO. SE NON VEDREMO CAMBIAMENTI SIGNIFICATIVI NELLE PRESTAZIONI e SOPRATTUTTO NELL'ATTEGGIAMENTO, ARRIVEREMO AD ABBANDONARVI TOTALMENTE, LASCIANDOVI "SOLI CON LA VOSTRA VERGOGNA" A fine anno sarà poi necessario un profondo RESET socetario, il modello americano proposto fino ad oggi ha fallito sotto ogni punto di vista. Servono scelte forti, decisioni importanti, cambiamenti strutturali con una nuova linea di comando composta da uomini di calcio, se si vuole rifondare con serietà la società più gloriosa d'Italia, riportando i tifosi a respirare quel milanismo che avete annientato in questi anni.





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Fonti immagini foto tifo del Milan: Maglia Rossonera, AC Milan - App Ufficiale, Gazzetta.it, Sport Mediaset,
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VIDEO della partita
(da AC Milan - App Ufficiale)



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VIDEO 1
La contestazione della Curva
(da facebook)
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VIDEO 2
Il gol annullato alla Lazio nel secondo tempo


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VIDEO 3
Il gol di Samuel Chukwueze ripreso da DAZN
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VIDEO 4
La dura critica alla maglia del Milan dalla
"Domenica Sportiva", definita 'Grottesca',
'Inopportuna' e 'sprezzante della tradizione'


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VIDEO 5
Gli Ultras fanno il loro ingresso
al 15.mo minuto del primo tempo
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VIDEO 6
Inno della Curva Sud al 15.mo minuto del primo tempo,
dopo l'ingresso in curva degli Ultras


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VIDEO 7
Il coro 'Indegni' ripetuto più volte dalla Curva Sud
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VIDEO 8
Al termine dell'incontro i giocatori rossoneri
vanno direttamente negli spogliatoi




Fonti immagini post-partita: AC Milan - App Ufficiale, Gazzetta.it, Sport Mediaset, DAZN, Milannews.it,
Spazio Milan, Milan Press, Calciomercato.com, Milanismo, Pianeta Milan, aimc.eu
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(I giornali del 3 marzo 2025)




dal sito www.gazzetta.it

INCUBO MILAN: CON LA LAZIO CHUKWUEZE FA 1-1 IN 10, POI PEDRO AL 98' LA DECIDE SU RIGORE
Serata di fischi, polemiche, occasioni e gol. Zaccagni apre le marcature, poi Pavlovic viene espulso ma Conceiçao la pareggia con un uomo in meno. Al 98' fallo di Maignan su Isaksen: l'ex Barça è glaciale
La speranza - o l’agonia, a seconda dei punti di vista - finisce qui, in attesa che la matematica faccia il suo corso nelle prossime settimane. Il Milan che cade al Meazza con la Lazio – terza sconfitta di fila in campionato - dà definitivamente l’addio alla rincorsa al quarto posto: la Juve domani sera potrebbe portarsi 11 punti sopra il Diavolo, che sarebbero poi 12 in virtù degli scontri diretti. Non solo, nel frattempo hanno vinto anche Fiorentina, Bologna e Roma, che ha scavalcato i rossoneri. Il Milan adesso è nono, con tutto il carico di imbarazzo, umiliazione e contestazione che può portarsi dietro un club come questo in una simile situazione di classifica a inizio marzo. San Siro fischia, contesta, e lo ha fatto dal primo all’ultimo minuto, con gli ultras della Sud che hanno preso posto sugli spalti al quarto d’ora di gioco. La Lazio è passata in vantaggio con Zaccagni, venendo poi raggiunta nella ripresa da Chukwueze, col Milan in dieci per il rosso a Pavlovic, ed è riuscita a mettere il sigillo sul match nel recupero con un rigore di Pedro. Tre punti d’oro in chiave Champions per i biancocelesti che scavalcano momentaneamente la Juve e si insediano al quarto posto.
LE SCELTE - Dopo una sequenza ininterrotta di sei partite da titolare, Joao Felix si è ritrovato in panca (troppo buia la prestazione di Bologna), cosa che ha permesso a Reijnders di riprendersi i terreni al centro della trequarti, dietro a Gimenez e accanto a Pulisic e Leao. L’ubiquo Musah stavolta ha iniziato in mediana accanto a Fofana e in difesa si è rivisto Gabbia (con Pavlovic). Baroni ha confermato le ipotesi della vigilia, affidando l’attacco a Tchaouna col supporto di Dia, Isaksen e Zaccagni. In porta, Provedel. La Lazio ha capito subito di avere a disposizione un’occasione ghiotta per portarsi a casa la partita di fronte a un Milan che non si può definire impaurito, ma letteralmente annullato dall’ambiente surreale: curva vuota per il primo quarto d’ora (e quando sono poi entrati gli ultras, non sono esattamente state carezze), fischi a ogni errore, a ogni retropassaggio, a ogni indecisione. Ripercussioni scontate: il Diavolo, già fragile, ha ulteriormente abbassato il coefficiente di personalità e spirito di iniziativa, consegnandosi agli avversari. Dopo tre minuti Maignan ha salvato a tu per tu con Dia, dopo sei una percussione di Tavares è terminata a un respiro dal palo, dopo dodici un sinistro di Isaksen è uscito di poco. I giocatori rossoneri hanno reagito ai fischi e alle autostrade concesse alla Lazio con un linguaggio del corpo sofferente: braccia che si allargavano sconfortate, mentre altri scuotevano la testa. Uno spettacolo imbarazzante per una squadra che, come queste improbabili maglie rosse, verdi e gialle in edizione speciale, non c’entra nulla col Milan.
MECCANISMI -— Abito a parte, tutte cose già viste comunque. I soliti retropassaggi di Theo, i soliti cross leziosi di Leao, i soliti pasticci tecnici di Musah e in generale, il solito flusso di gioco accompagnato dalla solita sensazione di osservare una squadra senza idee. Il primo squillo rossonero, praticamente l’unico del primo tempo, è arrivato al minuto numero 19 con Reijnders, che ha depositato tra le braccia di Provedel. La Lazio nel frattempo ha proseguito con i suoi meccanismi. Molto interscambio tra Tchaouna e Dia, con Zaccagni e Isaksen ben appostati e bravi ad agevolare le discese, a turno, di Tavares (prova maiuscola) e Marusic. E’ stato quest’ultimo a propiziare il gol con un diagonale non trattenuto da Maignan e finito sui piedi di Zaccagni. In evid ente ritardo Hernandez su Marusic e Jimenez su Zaccagni. Al 37’ una bocciatura senza appello, più che una sostituzione: fuori Musah, dentro Joao Felix, ma è stata ancora la Lazio a sfiorare il gol con una volée di Zaccagni.
SCALATA - A inizio ripresa fuori Jimenez e dentro Walker da una parte, Lazzari per Marusic dall’altra. Il Milan ha iniziato il secondo round quanto meno con voglia e un po’ di ferocia (Joao Felix ha sfiorato la traversa), anche se è stata la Lazio ad andare più vicina al raddoppio (Gigot 49’, Tchaouna 55’). E poi, al 67’, l’epitaffio sulle ambizioni rossonere: Pavlovic ha messo giù Isaksen lanciato in contropiede e Manganiello gli ha sventolato il rosso diretto davanti al naso. E’ l’ottava espulsione stagionale per il Milan, un film tristemente visto troppe volte. A quel punto, ovviamente, la salita, già complicata di per sé, è diventata un Ottomila quasi impossibile da scalare, anche un sussulto i rossoneri lo hanno avuto con Chukwueze, che ha riportato il Diavolo in parità con un bel colpo di testa. Partita totalmente folle nel finale: Lazio terrorizzata dall’aggressività del Milan, che ha sfiorato il raddoppio ma ha poi ceduto le armi nel recupero. Rigore di Pedro per fallo di Maignan su Isaksen e tre punti vitali per la Champions nelle tasche biancocelesti.


dal sito www.milannews.it

LE PAGELLE - MILAN-LAZIO 1-2, LE PAGELLE: FIOCCANO I QUATTRO. SQUADRA A PICCO
Il Milan perde per la terza volta consecutiva in Serie A, non accadeva dalla gestione Giampaolo e si prende i fischi e la contestazione della sua gente. Di seguito le pagelle dei giocatori mandati in campo da Sergio Conceiçao:
MAIGNAN 4: un paio di parate importanti nel primo tempo, soprattutto in avvio di gara su Dia, sul gol non può nulla perché Zaccagni arriva feroce sulla sua respinta sul tiro di Marusic. Causa il rigore nel finale che condanna il Milan alla sconfitta.
JIMENEZ 4: tilta totalmente nel duello con Nuno Tavares, che gli va via da tutte le parti e non gli fa capire davvero niente. Conceiçao lo lascia negli spogliatoi nell’intervallo. (dal 46’ WALKER 6: cerca di dare la carica e si fa vedere anche in attacco. Rimane lucido e attivo per tutta la partita e guida bene gli scivolamenti dello schieramento a tre dopo il rosso a Pavlovic).
GABBIA 6: un po’ in affanno nel primo tempo, quando la Lazio arriva verso la porta di Maignan come un fiume in piena. Tiene la testa sopra la linea dell’acqua. (dall’83’ JOVIC SV).
PAVLOVIC 4: in modalità statua di Madame Tussauds per tutta la partita, completa una serata da incubo con il cartellino rosso che inguiaia ulteriormente la partita del Milan.
THEO HERNANDEZ 4.5: sta arrivando a completare l’album delle serate prive di significato prestazionale.
FOFANA 4.5: è emblematico e triste che si ritrovi lui a prendersi i tiri dalla media distanza. Non si discute l’impegno, per carità, ma anche lui va a picco. Da una sua iniziativa forzata nasce la transizione dove Pavlovic abbatte Isaksen per l’espulsione. (dal 70’ CHUKWUEZE 6: pascola in campo, poi su assist al bacio di Leao, la mette sotto l’incrocio dei pali con un colpo di testa bellissimo).
MUSAH 4: una serata talmente brutta che Conceiçao, dopo l’ennesimo errore, lo toglie quando mancano otto minuti alla fine del primo tempo. San Siro lo riempie di fischi. (dal 37’ JOAO FELIX 4: ha una bella chance nella ripresa per trovare la porta della Lazio, ma il suo tiro si alza sopra la traversa da posizione golosa. È una ).
PULISIC 5: non ne ha, si vede. Dentro per forza di cose e cerca di dare qualcosa in più rispetto agli altri. Ma non può essere incisivo e quando c’è confusione e anarchia totale, anche lui finisce per perdersi. (dal 70’ THIAW 6: in una partita che si complica, lui si mette dietro accanto a Gabbia post rosso di Pavlovic e fa il suo).
REIJNDERS 6: è uno dei pochi a buttare tutto oltre l’ostacolo. Cerca di accendere la luce dentro una squadra che non paga la bolletta da settimane e settimane.
LEAO 6: qualcosa qua e là dentro la partita, soprattutto con delle sgasate che sembrano aprire qualche spiraglio, salvo poi ritrovare il buio creativo davanti a sé. Da uno dei suoi canonici cross panoramici, arriva l’assist per il gol del pareggio di Chukwueze.
GIMENEZ 5: polveri bagnate.
All. CONCEICAO 4: le parole son sempre belle, di buon auspicio. I fatti, invece, ci dicono altro. Una cosa alla squadra gli va riconosciuta però: non ha mollato il colpo fino alla fine, specie in inferiorità numerica.



dal sito www.gazzetta.it
3 marzo 2025

MILAN, FA DISCUTERE ANCHE LA 4ª MAGLIA
La battuta più inflazionata è legata allo striscione che ha campeggiato per tutta la partita al centro della balconata al Secondo Blu: "Solo per la maglia". Ehm, no, nemmeno per la maglia. O meglio: non per "questa" maglia, come hanno ironizzato i tifosi rossoneri sui social. Di certo il patchwork cromatico non è stato gradito dalla gente milanista e le sofferenze della squadra hanno accentuato le critiche. Evidentemente in questo caso proprio non è piaciuta la scelta dei colori con relativi accostamenti, perché non è la prima volta che il Milan - così come tanti altri club - percorre strade non convenzionali nella scelta della terza o, come in questo caso, della quarta divisa. "Se il Milan gioca con una maglia del genere, è giusto che perda", "Per tornare ad essere una squadra seria e rispettata io comincerei con indossare una maglia degna di questo nome e non certi obbrobri"; "Voglio conoscere il milanista che si compra questa maglia"; "In 60 anni, mai visto una divisa più orrenda"; "Lo scollamento fra dirigenza e tifosi lo si vede anche nella scelta della maglia. In un momento così delicato puoi indispettire ulteriormente chi viene allo stadio? A dir poco irrispettosa della storia del Milan, sembrano quei completini che si scelgono per i tornei aziendali". In realtà, dietro la scelta commerciale del club rossonero - la maglia è firmata dallo sponsor tecnico Puma con Off-White, "Style and Culture Curator" ufficiale del club - ci sono come sempre dinamiche sociali. E se per il Milan questa divisa è "la fusione perfetta di calcio, moda e innovazione", il club rossonero spiega anche che entrambi i kit sono stati realizzati "con i colori della bandiera panafricana per celebrare la black excellence e richiamare i concetti di unità e progresso". (Marco Pasotto)