dal sito www.gazzetta.it
IL MILAN NON SI FERMA: 2-1 A ROMA E PRIMO POSTO DA SOLO. MAGIA DI LEAO, DEBUTTA LUKAKU
Quarto gol in tre partite per Giroud, Rafa incanta con una rovesciata. Pioli a 9 punti, Mourinho a 1. A mezz'ora dalla fine rossoneri in 10 per il rosso a Tomori che salterà il derby. Di Spinazzola il gol per i giallorossi
Il Milan fa bottino pieno, la Roma resta ancora a bocca asciutta. Con Giroud e Leao che firmano la terza vittoria rossonera e la prima di Lukaku che non basta per rimettere il sorriso a Mourinho. Che la partita di fatto se la va a giocare solo nell’ultima mezzora, quando l’espulsione di Kalulu cambia del tutto le carte in tavola. Fino a quel momento, infatti, non c’era stata partita, con il Milan assai più bravo della Roma in tutte le situazioni di gioco. Il gol finale di Spinazzola, poi, ha provato a ridare fiato alle speranze giallorosse, ma vanamente.
DOMINIO ROSSONERO — Già senza Dybala, Mou deve rinunciare anche a Pellegrini, almeno inizialmente, out per un affaticamento muscolare. Lukaku invece c’è e va in panchina, anche per eccitare l’ambiente. Dall’altra parte, invece, Pioli conferma la squadra che ha iniziato facendo faville, tra Bologna e Torino. Ne nasce una partita gestita completamente dal Milan, che ha anche il vantaggio di passare subito con un rigore di Giroud (fallo netto di Rui Patricio sulla percussione di Loftus-Cheek). Mou applaude la terna arbitrale in modo polemico, Pioli lo zittisce con il dito e lui replica a gesti. Il fatto è che sulle fasce c’è un mismatch a tratti imbarazzante, con Celik che ha il mal di testa a forza di rincorrere Leao ed Hernandez e Zalewski che fatica spesso e volentieri su Pulisic. Anche perché la mossa di Pioli è quella di accentrare Calabria quasi da mediano aggiunto e di alzare il più possibile proprio Loftus-Cheeek, in modo di liberare la fascia per gli uno contro uno di Pulisic sullo stesso Zalewski. Mourinho, invece, ha predisposto un centrocampo più compatto con Paredes e Cristante, anche perché il baricentro è basso ed i metri da coprire per l’argentino sono meno che a Verona. Dopo 29’, però, il portoghese perde anche Aouar per un problema muscolare (dentro Pellegrini) e allora ne viene fuori una Roma mai aggressiva e mai propositiva, che tira per la prima volta in porta al 47’ (El Shaarawy fuori dal limite) e che chiude il primo tempo con il 30% di possesso palla e una sequenza di 9 tiri a uno per il Milan. Che la palla gol per raddoppiare ce l’aveva anche avuta, con Rui Patricio stavolta prodigioso su Pulisic da due passi. La squadra di Pioli palleggia bene e quando riesce va anche dentro, con Tomori e Thiaw dietro che lasciano le briciole a Belotti ed El Shaarawy.
FIATO GIALLOROSSO — Neanche il tempo di ripartire che il Milan è sul 2-0: cross di Calabria e magia di Leao in acrobazia, complice anche la marcatura (eufemismo) imbarazzante di Celik. Poi Loftus-Cheek sfiora anche il 3-0, la Roma cerca una reazione di rabbia e dopo un po’ (16’) prova anche a dare una svolta alla partita, con il rosso (doppia ammonizione) di Tomori per fallo su Belotti. Va dentro Kalulu prima e Pobega poi, Mou risponde con Lukaku, Bove e Spinazzola. A dare equilibrio al Milan allora tocca a Pulisic, che si divide tra il ruolo di mezzala e di esterno alto finché ne ha per aiutare e dividersi nel doppio compito. Così ci prova prima El Shaarawy (parato), poi Lukaku (alto di poco) e infine Spinazzola (ancora alto), senza trovare mai il gol però. Pure perché nel frattempo Pioli ha messo dentro energia fresca con Okafor e Chukwueze, anche se l’inferiorità numerica si sente eccome. La reazione della Roma è però più rabbiosa che ragionata e di rabbia arriva anche il gol di Spinazzola, in pieno recupero, con deviazione decisiva di Kalulu. L’ultima speranza è un tiro di Zalewski deviato in angolo. Poi è festa rossonera.
Andrea Pugliese
dal sito www.milannews.it
LE PAGELLE - LEAO, GOL DA FENOMENO. LOFTUS DOMINANTE. TOMORI, ROSSO PESANTE
Maignan 6.5: la deviazione di Kalulu sul tiro di Spinazzola è una di quelle che fanno bestemmiare i portieri (e non solo), perché la palla si alza quel tanto che basta per passargli sopra la mano. Determinante nelle uscite e nel gioco con i piedi.
Calabria 6.5: disegna il cross che Leao trasforma nel gol dello 0-2 in avvio di ripresa. Bravo a trovare sempre la posizione dentro al campo in fase di costruzione e ad allargarsi quando serve. Forse concede troppo spazio a Spinazzola in occasione del gol della Roma.
Thiaw 7: fisicamente dominante, con la sua prestazione che si alza di livello quando va a sfidare uno come Lukaku, che a livello fisico è abituato a vincere. Malick non sbaglia nulla, nelle scelte e anche nelle botte da dare.
Tomori 5: la “tomorata” arriva, con un doppio giallo preso contro Belotti. Il primo è forse frettoloso da parte di Rapuano che gli condiziona la partita, ma il secondo è netto e sapendo di essere gravato da questo peso, doveva fare più attenzione. Salterà il derby alla ripresa del campionato.
Theo Hernandez 7: ha bisogno di una ventina di minuti, così come Leao, per trovare gli spazi giusti per iniziare a devastare la fascia sinistra. Poi prende ritmo di gamba e di corsa, con Celik e Zalewski che non sanno mai come tagliarlo fuori. Encomiabile, nel finale, nei tenatativi di tenere il pallone lontano dalla zona calda.
Loftus-Cheek 7: spacca la partita subito, con il dai e vai con Giroud che lo porta davanti a Rui Patricio che lo stende. Domina il centrocampo con qualità, quantità e personalità. Ammonito, dopo il rosso a Tomori, Pioli lo toglie. (dal 65’ Kalulu 6: la deviazione sul gol di Spinazzola, che manda fuori giri Maignan, è sfortunata. Entra bene e prende le misure con Thiaw in vista del derby).
Krunic 7: partita sontuosa del bosniaco, che è l’uomo di riferimento di Maignan quando c’è da uscire dal basso, ma ancora una volta fa tanto altro. Scherma la difesa, recupera palloni e li smista rapidamente. Si concede anche una giocata in mezzo a due di alta classe.
Reijnders 7: è il cavatappi, la leva, il detonatore degli spazi a sinistra. Quando Paredes inizia a non capire più la sua posizione, ecco che in automatico si aprono spazi per Leao e Theo Hernandez. Dopo l’espulsione di Tomori ci mette tantissima dedizione e applicazione nella gestione dell’inferiorità.
Pulisic 6.5: l’intesa con Giroud e Loftus-Cheek è importante ed evidente. Meno appariscente rispetto a Bologna e alla gara con il Torino, ma è sua l’occasione per il potenziale 0-2 dove incorna il cross di Theo Hernandez, ma trova un grande Rui Patricio sulla sua strada. (dal 76’ Chukwueze 6: per la terza partita entra in condizioni non ideali, ma capisce che il suo ruolo è quello di dare intensità nella fase difensiva e lo fa bene).
Giroud 7: apre la strada a Loftus-Cheek in occasione dell’azione che poi porta al rigore. Che lui stesso trasforma per il suo quarto gol in campionato in tre partite. Sembra divertirsi molto nel fare il regista offensivo e nel creare spazi per i compagni. (dal 70’ Pobega 6: intenso, attento, rognoso. In sostanza, utile quando c’è da chiudere gli spazi).
Leao 7.5 – IL MIGLIORE: Celik lo mena finché riesce a stargli dietro. Poi, quando il pacchetto di sinistra apre gli spazi, diventa devastante. È spettacolare il gol dello 0-2, dove in rovesciata e in caduta, trova un impatto perfetto e un gol devastante che ha certificato una supremazia a tratti imbarazzante della squadra di Pioli su quella di Mourinho. (dal 76’ Okafor 6: dà segnali, soprattutto di applicazione. Come Chukwueze, entra nel momento del sacrificio e ci mette tutto).
All. Pioli 7.5: la supremazia del suo Milan, al cospetto della Roma, è quasi imbarazzante per quanto sia evidente. Che sia a destra o a sinistra, la squadra trova giocate sempre importanti e decisive. Tomori gliela combina poco prima della sostituzione, ma ottiene una grande reazione dalla sua squadra, che continua a giocare il pallone anche in inferiorità.
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