Richard VANIGLI

< GIOCATORI
  Ritorna all'Home Page



(da "Forza Milan!")
  Richard VANIGLI *
* nell'Almanacco "Panini" del 1990 è registrato come Richiard

Nato l'01.06.1971 a Forlì

Difensore (D), m 1.77, kg 70

Stagioni al Milan: 2, dal 1989-90 al 1990-91
, solo Giovanili (e partite amichevoli ?)

Cresciuto nel Milan

Nessuna presenza in partite ufficiali della Prima Squadra

Esordio nel Milan in gare ufficiali (Seconde Squadre) il 10.03.1963: Milan vs Brescia 0-0 (Campionato Primavera)

Ultima partita ufficiale giocata con il Milan (Seconde Squadre) il 14.03.1964: Pro Patria vs Milan 3-2 (Campionato Primavera)

Totale presenze in gare ufficiali (Seconde Squadre): 3

Reti segnate: 1

Palmares rossonero (Seconde Squadre): -

Esordio nel Milan in gare amichevoli: .....

Ultima partita amichevole giocata con il Milan: .....

Totale presenze in gare amichevoli: ...

Reti segnate: ...

Esordio in Serie A il 21.09.1997: Roma vs Lecce 3-1




Ha giocato anche con il Varese (C2), il Cosenza (B), il Lecce (B, A), il Castel di Sangro (B), il Livorno (C1, B), l'Empoli (B, A), l'Ancona (B), il Forlì (D).



Dal sito www.wikipedia.it

CARRIERA
Cresciuto nelle giovanili del Milan. Gioca nel ruolo di libero e sin da giovane viene visto dagli addetti ai lavori come il possibile erede di Franco Baresi. Viene scoperto dal Cosenza che lo ingaggia dal Varese (C/2) e lo fa debuttare in Serie B. Resta in maglia rossoblù per tre stagioni, tutte disputate tra i cadetti. Nel 1996 passa al Lecce dove conquista subito la promozione in serie A. L'anno successivo con la squadra pugliese ha solo il tempo di esordire nella massima serie (il 21 settembre 1997 in Roma-Lecce 3-1), perché a dicembre scende nuovamente di categoria, acquistato dal Castel di Sangro.
Dal 1998 al 2004 gioca nel Livorno. Con gli amaranto conquista nella stagione 2001/02 un'emozionante promozione in serie B attesa da 32 anni, e nel 2003/04 addirittura la serie A che a Livorno mancava da 55 campionati. Con i labronici gioca in totale 188 partite di campionato mettendo a segno 4 reti. Nell'agosto del 2004 viene acquistato dall'Empoli e anche qui conquista la promozione in serie A, restando in maglia azzurra anche nei tre successivi campionati disputati nella massima serie. Il suo nome è associato al fallo che è costato il brutto infortunio a Francesco Totti nel 2006. Nell'agosto del 2008 all'età di 37 anni, viene acquistato dall'Ancona neopromossa in Serie B. In 26 partite mette a segno due reti, rispettivamente contro Triestina e Cittadella. Il suo contratto con la società dorica scade il 30 giugno 2009, ma non viene rinnovato.






Con la maglia del Lecce


Con la maglia dell'Empoli
(dal sito www.libero.it)


Con la maglia dell'Ancona



DUE RECORD: diventare un calciatore conosciuto falciando un dio. Vincere dieci partite di fila. Lezioni di stile, lezioni di vita

La Roma conquista un record: entra nella storia del calcio italiano eguagliando il primato di vittorie consecutive - dieci - sino ad oggi detenuto da Juventus 1931-32, Milan 1950-51, Bologna 1963-64. Fino a qui tutto bene. Domenica prossima, in occasione del derby, potremo cambiare la storia del calcio di questo Paese. Sta di fatto che non si esulta. Un signore a fine carriera, Richard (...) Vanigli, alla prima, vera stagione in serie A, falcia Totti da dietro. L'incidente è triste e infame; Totti cade male e si spacca il perone. In nemmeno sette minuti era già il secondo fallo.

La storia della Roma è sempre stata segnata da questo leit-motiv: non esiste vittoria senza ombre e senza strascichi. Questo è il peggiore che poteva capitare. Nessuno di noi, sugli spalti, aveva percepito la gravità dell'accaduto. Non sembrava possibile. Totti sembra indistruttibile, come Achille (...e lo so, lo so...).
Mi stranisce pensare a questo Vanigli, squallida sega di 35 anni, una carriera infame tra Varese, Cosenza, Castel di Sangro e Livorno (in C e in B), che va a rovinare la stagione - non voglio pensare ad altro - di un fuoriclasse per portare a casa uno stipendio praticamente operaio. E' assurdo. Il destino di un fuoriclasse come Totti incontra quello di un ignobile, pessimo mestierante, che viene a Roma a giocare - da orrendo provinciale - la partita assassina della sua vita. Per sentirsi qualcosa, dopo una carriera nulla e fallimentare. Non riesco a capire come possa sentirsi questo "Richard": so come ci sentiamo a Roma, da qualche ora. Depressi forte, e doveva essere una giornata storica, di quelle da raccontare ai nipotini.
Ho comprato quella sciarpa che vedete in basso, calcisticamente (...) mi rappresenta. Il contrasto con quello sfondo pure, grottesco e fuori posto al punto giusto. Credo - assieme a Nick Hornby - che la fede cieca in una squadra di calcio si rifletta altrove. Lui scriveva: "Sono sempre stato accusato di prendere le cose che amo - il calcio, naturalmente, ma anche i libri e i dischi - troppo sul serio, e in effetti provo una specie di rabbia quando sento un brutto disco, o quando qualcuno è freddino nei confronti di un libro che significa molto per me. Forse furono quegli uomini accaniti, amareggiati, nella Tribuna Ovest dell'Arsenal che mi insegnarono ad arrabbiarmi in questo modo; ed è forse per questo che in parte mi guadagno da vivere come critico - forse sono quelle le voci che sento quando scrivo. 'Sei un COGLIONE, x.' 'Il Booker Prize? Il BOOKER PRIZE? Dovrebbero darlo a me che ti devo leggere!'" - questo è Febbre a Novanta.
Noi romanisti abbiamo un destino stravagante. Quello del signor Vanigli era sinceramente prevedibile, piatto e anonimo. E adesso un nano massacra un gigante; un mostro sfregia la bellezza. Penso molto all'orrore che sento nei confronti dei "medi": nelle arti e nel calcio, nella vita di tutti i giorni e nel lavoro. Questo signore incarna tutto il disgusto e il disprezzo che sento nei confronti di chi vive invidiando quel che non potrà mai avere: il talento, l'arte, la fortuna, la classe. Questi frustrati dovrebbero essere recintati in categorie inferiori: nel calcio, almeno, questo tendenzialmente accade. Nelle arti non sempre. Quando non accade, è un disastro. Eccone un esempio chiaro.
Per ogni Totti ci sono cento, mille Vanigli, a ricordarci che il genio offende la massa, ricordandole con la sua sola esistenza la triste essenza loro. E la massa, odiosa, a tradimento ferisce: con uno che non ha nemmeno un nome, prima di sporcarlo. Da infame.
Forza Capitano. Il mio campionato di tifoso finisce simbolicamente qua: quarto posto, record di vittorie, uno striscione che ti omaggia prima dell'incontro. Il resto lo lascio agli almanacchi, e comincio a guardare al prossimo anno, quando rientri tu. Vanigli continuerà a calcare i campi, cercando di guadagnare gli ultimi euro da calciatore della sua carriera. La tristezza peggiore è sapere che ad Empoli e negli altri stadi si godranno gente del genere, e per qualcuno adesso questo tizio diventerà un simbolo. Dell'italiano medio: con tanto di nomaccio americano, e di entrate da dietro. Mica a far male: semplicemente da infame.




Dal sito www.ansa.it
19 febbraio 2006

SCONFORTO DI VANIGLI: "A RIVEDERLO FA IMPRESSIONE"
Non vuole passare per il killer di Totti e, rivedendo le immagini in tv del suo intervento che rischia di far saltare il mondiale a Francesco Totti, il difensore dell'Empoli Vanigli è dispiaciuto e ha gli occhi lucidi.
"A rivederlo in tv fa impressione - dice - non sono abituato a vivere queste situazioni. Io sono andato sul pallone, venivo veloce, e ho la coscienza a posto. Non era un intervento cattivo, volevo prendere il pallone. Sono rammaricato, cercherò di andarlo a trovare e, se non sarà possibile, gli telefonerò".

VANIGLI PIANGE IN SALA STAMPA DELL'OLIMPICO
"Accetto tutte le accuse, compresa quella che gli avevo già fatto un fallo da dietro dopo solo 4 minuti. Ma non volevo assolutamente fargli male...". Il difensore dell'Empoli Vanigli riesce a dire soltanto queste parole, per commentare quanto accaduto oggi in campo con Totti, poi non riesce a dire altro che scoppia in un pianto dirotto nella sala stampa dello stadio, consolato dai giornalisti. "Non volevo fargli del male - ripete tra le lacrime - e mi dispiace tantissimo come calciatore e come uomo. Ti giuro che non l'ho fatto apposta".

INFORTUNIO TOTTI, VANIGLI SI SCUSA
Difensore Empoli in lacrime, "non l'ho fatto apposta"
'Non l'ho fatto apposta'. Richard Vanigli commenta tra le lacrime il suo intervento che rischia di far saltare il mondiale a Totti. 'Cerchero' di andarlo a trovare e, se non sara' possibile, gli telefonero' - ha aggiunto il difensore dell'Empoli - Sono andato sul pallone, venivo veloce. Non era un intervento cattivo, volevo prendere il pallone. Accetto tutte le accuse, anche quella che gli avevo gia' fatto un fallo da dietro dopo solo 4 minuti. Ma non volevo assolutamente fargli male'.

INFORTUNIO TOTTI, VANIGLI RINCUORATO. IL DIFENSORE DELL'EMPOLI: "MI HA DETTO DI NON PREOCCUPARMI"
'Francesco mi ha rincuorato...', il difensore Vanigli ha raccontato a caldo il suo contatto con Totti appena uscito dalla sala operatoria. 'Mi ha detto di non preoccuparmi. Mi ha sentito emozionato', racconta il giocatore dell'Empoli. 'Sono amareggiato, ho ancora un groppo allo stomaco: io non sono uno che vuol far male a qualcuno. Sono veramente dispiaciuto', ha concluso Vanigli.




Dal sito www.lastampaweb.it
20 febbraio 2006

LA VISITA DI VELTRONI A TOTTI: "E' DETERMINATISSIMO"
ROMA. «Francesco è determinatissimo ad essere ai mondiali e il mondo lo aspetta». Il sindaco di Roma Walter Veltroni, che stamani ha fatto visita a Francesco Totti ricoverato nella clinica romana Villa Stuart, ha commentato così il suo incontro col capitano giallorosso.
«Con il suo carattere di sempre Totti guarda con fiducia e determinazione al momento in cui tornerà -ha detto Veltroni-. Certo questo incidente non ci voleva in questo momento d'oro per lui e per la Roma: tutti hanno un moto di simpatia per questo ragazzo e ci sono 2 milioni e 500 mila romani che in questo momento gli accarezzano la gamba perchè Totti è figlio di Roma e Roma gli vuole bene, sono venuto per dirglielo. Sono sicuro che quando tornerà in campo avrà fame di calcio e farà quello che a Roma si chiama "lo stravede"».
«So che ieri -ha proseguito Veltroni- ha consolato il giocatore dell'Empoli responsabile del fallo: quel tipo di interventi sono i più pericolosi ma non bisogna mettere la croce addosso a quel giocatore dell'Empoli. Certo per questo tipo di falli a centrocampo ci vorrebbe un pò più di severità da parte degli arbitri, avrebbe un effetto educativo. Del resto le riprese e le foto del fallo sul romanista danno la dimostrazione che l'incidente avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi».